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IO SONO L’UOMO RAGNO IN COLLABORAZIONE CON IL PROGETTO ANGELICA
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IO SONO L’UOMO RAGNO IN COLLABORAZIONE CON IL PROGETTO ANGELICA

Obbiettivi 
L’intervento vuol dar  enfasi al valore dello sport come antidoto al bullismo o al pregiudizio di genere e sociale;  rientra nel ”Progetto I Figli di Eracle psicologia degli sport da combattimento” che si pone tra i suoi obbiettivi anche di proporre  eventi culturali che abbiano l’Atleta e lo Sport al centro, creando occasioni di riflessione e di approfondimento che creino e consolidino una cultura psicologica e sportiva che vede nel corpo e nel confronto con i propri limiti fisici e mentali, una occasione di crescita e di miglioramento.
I tratti salienti degli sport da combattimento si  possono racchiudere in poche frasi: sono sport fatti di disciplina ferrea, a partire dall’allenamento che richiede sacrificio e impegno, e di rispetto per l’avversario, sul ring ci si affronta senza colpi bassi e senza infierire e sbeffeggiare l’avversario; e  chi non rispetta le regole è fuori.
 
Si prevedono  moduli di 3 ore d’intervento  suddivisi in 5 scuole per un ToT di 15 ore  
 
Il Target sono bambini frequentati le classi 5 della scuola primaria e ragazzi della scuola secondaria di primo grado.
L’Intervento sarà in linee e coerente con gli obbiettivi generali del Progetto Angelica.
 
Metodologia 
 
Ogni modulo di 3 ore prevede:
– L’intervento di ununa sportivosportiva individuato tra gli sportivi dello staff del Progetto i figli di Eracle che racconterà la sua storia personale, la sua infanzia e come ha affrontato il problema delle prevaricazioni, prese in giro o discriminazioni e di come lo sport è stato un valido aiuto.
Si fa presente che gli sportivi che collaborano con il progetto i figli di Eracle sono formati per collaborare in attività formative e a risvolto sociale o psicoriabilitativo. Sono atleti professionisti e campioni nella loro categoria che  hanno vinto numerosi titoli.
Durata 1 ora
 
– L’intervento di una psicologa e psicoterapeuta e di un Sociologo che attraverso attività di Brainstorming, role playing, e altro guideranno una riflessione su gli argomenti emersi dal racconto dello sportivo. L’Ipotesi di partenza è che la narrazione in prima persona dello sportivosportiva possa favorire un meccanismo di rispecchiamento ed identificazione che faciliti il dialogo con i ragazzi  e permetta di affrontare liberamente tematiche cosi delicate.
Durata 2 ore
 
i progetti possono essere riproposti, ed eventualmente rimodulati, a seconda delle esigenze, a scuole che ne faranno richiesta

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